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Premio "Enzo Moser" al corridore più combattivo

Enzo Moser con la maglia rosa nel 1964 Enzo Moser con la maglia rosa nel 1964

A partire dall’anno scorso gli organizzatori del Giro del Trentino, assieme alla famiglia Moser, hanno voluto istituire il «Premio della combattività» in ricordo di Enzo Moser, tragicamente scomparso il 25 luglio 2009. Il premio sarà assegnato al corridore protagonista della corsa da una giuria composta da giornalisti al seguito della corsa ed è intitolato al primo vincitore del Giro del Trentino.

Nato il 5 novembre 1940 a Palù di Giovo, Enzo esordisce nel ciclismo a diciassette anni, indossando la maglia del gruppo sportivo Aurora di Trento. Nel 1961 sale alla ribalta della cronaca sportiva con un tris di vittorie di tutto rispetto: Trofeo della Repubblica, Trofeo Degasperi e Memorial Dal Prà. Gli ottimi piazzamenti e i successi conseguiti nel 1961 gli aprono le porte al mondo professionistico dove Enzo entra indossando la maglia della mitica San Pellegrino. Ottiene la prima vittoria «in casa», vale a dire nella edizione inaugurale del Giro del Trentino, il 26 giugno 1962 (festa patronale della città di Trento), dove si impone su altri quattro compagni di fuga tra i quali il fratello Aldo.

Al Giro d’Italia del 1964, Enzo (passato nel frattempo alla Lygie, formazione capitanata dal fratello Aldo), indossa la maglia rosa alla terza tappa, la Brescia-San Pellegrino vinta da Franco Bitossi. Il rosa gli si addice e gli rimane sulle spalle fino alla cronometro individuale Parma- Busseto, vinta dal grande Jaques Anquetil.

Nel 1965 Enzo Moser, che non aveva ancora compiuto i 25 anni, decide di appendere la bici al chiodo e seguire le corse in veste di direttore sportivo. Nel 1971 ritorna nel mondo professionistico sull’ammiraglia della Gbc, dove tra gli altri corrono i suoi due fratelli Aldo e Diego. Due anni dopo approda alla corte della Filotex, come vice del direttore sportivo Bartolozzi e dove si compone il «quartetto Moser», con il neoprofessionista Francesco, Aldo e Diego sulla bici e lui, Enzo, comodamente seduto sull’ammiraglia al fianco di Bartolozzi. Per un periodo abbandona nuovamente le corse ritirandosi nella sua campagna per poi farsi rivedere nel 1984 alla guida della Gis Tuc-Lu. Vive assieme al fratello Francesco la sua magica stagione culminata con il doppio record dell’ora di Città del Messico, l’alloro nella Milano- Sanremo e al Giro d’Italia.

Ritorna poi nella sua val di Cembra e si dedica all’attività vitivinicola di famiglia. La passione dei Moser è sempre stata quella di coltivare la loro terra, ma per Enzo questa passione si è rivelata fatale. Egli, che ha smesso di correre presto perché temeva di farsi male in bicicletta, è finito, invece, schiacciato sotto il suo trattore in una calda mattina d’estate.